SALVIA 
Salvia Officinalis
Famiglia: Lamiaceae
Descrizione: erbacea sempreverde, perenne o annuale (circa 500 diverse speci)
Fusto: altezza 60-80 cm. - diventa legnoso dal secondo anno di coltivazione
Foglie: grigio verde con riflessi argentei; talune variegate di rosa e bianco
Fiori:  azzurri-violacei, riuniti nella parte terminale dello stelo
Impianto: in primavera (sia da semina, sia da piantina)
Distanza piante 30 cm.
Fioritura: maggio-settembre
Esposizione: sole
Terreno: meglio se soffice; si adatta anche a substrati aridi e sassosi
Annaffiature scarse; non teme la siccità; soffre i ristagni idrici
Concimazione: fertilizzante liquido in primavera-estate
Potatura: periodica
Manutenzione: molto facile  - rinnovare la pianta ogni 2-3 anni, perché invecchiando diventa meno produttiva
Sta bene in: piena terra o vaso; anche in interni molto luminosi
Sta bene con:   timo; nell'orto vicino alle carote
Raccolta: in estate

IN CUCINA
La salvia aggiunge sapore a molte pietanze e digeribilità alle carni grasse.
Pur essendo molto eclettica (si unisce bene all’alloro, allo zenzero, al rosmarino, al basilico e alla menta) per la sua intensità è spesso preferibile utilizzarla da sola.
La qualità aromatica diminuisce nelle foglie più grandi. Resiste alla cottura, senza denaturarsi, anche a temperature superiori ai 150°C. Il grasso è il miglior veicolo per farne esaltare le doti odorose: qualche foglia a contatto con il burro produce interessanti sfumature di gusto.
L’impiego più comune è in abbinamento a carni bianche in cotture veloci, oppure sulle carni grasse, come il maiale al forno ma anche con pesci grassi come il tonno e l’anguilla.
Ottima nei brodi, negli arrosti e negli spiedini, così come con il fegato di manzo/maiale, frattaglie o le rigaglie in genere.
È anche uno dei componenti di base per il Vermouth. Senza dimenticare che, fritta, è ottima anche da sola.
IN ERBORISTERIA
Una tisana di Salvia officinalis, ottenuta immergendo qualche foglia fresca in una tazza d'acqua bollente, favorisce la digestione, esercita una funzione antinfiammatoria sul cavo orale e calma gli accessi di tosse.
Inoltre diminuisce la sudorazione dovuta a stanchezza, abbassa il livello della glicemia e agisce come antidepressivo.
Stimola la secrezione gastrica, protegge il fegato ed ha azione balsamica e stimolante e ha proprietà digestive, balsamiche, antisettiche antiinfiammatorie.
Le foglie fresche strofinate sui denti li rendono più bianchi e purificano l'alito.
Il decotto di salvia si usa, in fase di risciacquo, per mantenere il colore ai capelli scuri, e picchiettato sulla pelle del viso esercita una funzione detergente e astringente.

SALVIA: L'ERBA DELLA SALUTE E DELLA FERTILITA'
Presumibilmente originaria del Mediterraneo (pare della Dalmazia o della Spagna), deve il suo nome al latino salvus - sano, con chiaro riferimento alle proprietà curative di questa pianta alla quale i latini attribuirono poteri di salvare dall'infermità.
Considerata da Greci e Romani l’erba della salute, la salvia doveva essere raccolta secondo un particolare rituale, senza alcun utensile di ferro e indossando una tunica bianca, con i piedi scalzi e ben lavati.
Nel Medioevo la salvia era ancora considerata la più efficace di tutte le medicine, tanto che con il verbo “salviare” si intendeva genericamente la sua prescrizione.
Il suo alto valore fu decretato dalla Scuola Medica Salernitana con lo scritto “perché dovrebbe morire l’uomo nel cui giardino cresce la salvia?”.
Chiamata anche “erba sacra”, la salvia è sempre stata ritenuta un potente afrodisiaco maschile, in grado inoltre di proteggere le gravidanze e accrescere la fertilità femminile, e il presunto rinvigorente sessuale trovava nelle foglie cotte nel vino la bevanda d’eccellenza.
In epoca medioevale a questa pianta si cominciò a riconoscere anche il ruolo di condimento capace di rendere più “buono” il cibo.
Si racconta che nel XIII secolo i mercanti olandesi esportassero le foglie di salvia in Cina, dove erano molto apprezzate: barattavano 3 ceste di tè con uno di salvia.
Per la grande preziosità è possibile rintracciare la salvia in molte leggende d’ogni epoca. Una di queste, ambientata nella Francia del ‘600, vede protagonista un balsamico detto “aceto dei quattro ladroni” che si ritenne essere una protezione dalla peste alcuni ladroni che avevano razziato le case durante un’epidemia che colpì Tolosa. Gli ingredienti principali erano: tre parti di foglie di salvia macerata, unite con una parte di rosmarin , una di timo e una di lavanda.
Le presunte virtù afrodisiache, sono state spiegate dalla scienza con la presenza dei fitoestrogeni che aumentano la fertilità.

Dove Siamo

Treviso
via San Pelajo 5 - Tel. 0422.308301
via Terraglio 81/a - Tel. 0422.348169

Jesolo
via Roma Destra 118/B - Tel. 324.7963850
BENVENUTI NEL NUOVO SITO
Stiamo procedendo al completamento dei contenuti. Se non trovate quanto state cercando tornate a trovarci presto!
plg_search_attachments
Search - Content

Iscriviti alla newsletter

Per essere aggiornato su tutte le nostre proposte
Privacy e Termini di Utilizzo Iscriviti

BARBAZZA GARDEN CENTER

Treviso  
via San Pelajo 5 -  Tel. 0422.308301
via Terraglio 81/a -  Tel. 0422.348169

Jesolo  
via Roma Destra 118/B - Tel. 324.7963850

info@barbazzagarden.it

Privacy Policy

Vai all'inizio della pagina