BASILICO 
Ocimum basilicum
Famiglia: Lamiaceae
Descrizione erbacea annuale - 60 varietà a volte molto diverse tra loro
Fusto: eretto, ramificato
Foglie: ovali, lanceolate, a volte bollose; il colore varia dal verde pallido al verde intenso, ma anche viola o porpora in alcune varietà
Fiori:  bianchi, piccoli, riuniti in spighette all’apice dello stelo
Impianto: in maggio (semina o messa a dimora piantine)
Distanza piante: 30 cm.
Fioritura: da giugno a settembre; va evitata quanto più possibile tagliando spesso la punta degli steli
Esposizione: sole, al riparo dal vento
Terreno: ricco, ben drenato
Annaffiature: frequenti, mantenere sempre leggermente umido il terriccio
Concimazione: necessaria stante le frequenti annaffiature
Potatura: continua, per agevolare lo sviluppo delle nuove foglie
Manutenzione: molto facile
Sta bene in: vaso, orto
Sta bene con:   pomodoro (allontana le larve dei parassiti)
Raccolta: da maggio a settembre

PROPRIETÀ
Il basilico è ricco di vitamine e sali minerali, come il potassio, lo zinco e il magnesio, oltre a contenere zuccheri, proteine e fibre.
Ha proprietà digestive antispasmodiche, aromatiche, anti-infiammatorie.
IN CUCINA 
Va sempre aggiunto a crudo o a fine cottura, meglio appena spezzato a mano dalla pianta e senza tritarlo al coltello, per impedire ai metalli di ossidarne le cellule esposte all’aria.
Da usare fresco o congelato, si trova secco solo nelle miscele aromatiche, perché con l’essicazione perde buona parte del suo aroma.
“Classico” insaporitore di pomodori (anche salsa), formaggi freschi (mozzarella), d’insalate e pizze, e protagonista nel pesto, si sposa felicemente anche con carne bianca, tacchino, agnello, roast-beef, uova e melanzane.
Ideale da accoppiare all’aglio, impreziosisce i frutti di mare, le sardine e le triglie, il pollo e il coniglio, l’anatra e l’oca. Un buon olio extravergine di oliva a crudo ne esalta tutte le qualità.
Sconsigliato l’abbinamento con prezzemolo, rosmarino, timo e aceto.
Sorprende aggiunto tritato a creme calde e zuppee di verdure, ma anche con fragole e frutti di bosco.
Il consumo di basilico crudo aiuta, inoltre, a combattere infiammazioni di diverso genere – come quelle delle vie respiratorie, quali raffreddori, tosse, bronchiti e asma – grazie alla presenza di una sostanza chiamata “eugenolo”.
IN ERBORISTERIA
Il basilico rappresenta un valido alleato e un rimedio naturale ottimo per la cura di diverse patologie.
Secondo recenti studi, alle già note proprietà si aggiunge la capacità di alleviare il dolore derivato dall’artrite che colpisce le articolazioni.
Il beta-carotene e il magnesio presenti all’interno del basilico apportano, poi, notevoli benefici ai vasi sanguigni e alle arterie, aiutando l’apparato cardiocircolatorio e diminuendo il rischio di irregolarità del battito cardiaco. Inoltre, è utile all’intestino, grazie alle sue proprietà antinfiammatorie che combattono la presenza di dolori e gas; e svolge un’azione benefica che facilità la digestione e favorisce l’appetito.
Bere una tisana o un infuso di basilico rafforza il sistema nervoso e contrasta con successo nervosismo, depressione – di cui è importante riconoscere i sintomi - ansia, stress e insonnia.
L’olio essenziale di basilico è tonico e rinfrescante, lenitivo e decongestionante, si può utilizzare per maschere di bellezza illuminanti ed emollienti in caso di esposizione alle intemperie, ma è anche prezioso se sciolto (bastano pochissime gocce) nell’acqua della vasca da bagno, per tonificare la pelle di tutto il corpo.
Migliora visibilmente l’aspetto della pelle ‘spenta’ dando luminosità al viso.
Un impacco di olio di basilico ridona lucentezza alle chiome stressate e fortifica i capelli deboli.
Oltre a tutto ciò, lenisce il fastidio derivato dalle punture di insetti.

IL BASILICO: LA REGINA DELLE ERBE
Il nome deriva dal greco "Basilikòs", che significa "regale", ad indicare che questa era già considerata nell’antichità come la “regina delle erbe". 
Secondo la tradizione cristiana l'origine della pianta si riaggancia a due leggende. La prima vuole che il basilico sia nato nel vaso dove Salomé aveva sotterrato la testa di Giovanni Battista, mentre la seconda racconta che fu trovato dalla regina Elena, madre dell'imperatore Costantino, sul luogo della crocifissione di Gesù e da lei diffuso in tutto il mondo.
Plinio il Vecchio attribuiva al basilico in alcuni suoi scritti poteri afrodisiaci mentre, nel XVI secolo, veniva polverizzato e inalato per trattare le cefalee.
Sia Greci che Romani erano convintissimi che per far crescere una sana piantina di basilico fosse necessario seminarla accompagnando l'operazione con insulti e maledizioni, mentre nel Medioevo per poterlo raccogliere si doveva prima purificare la mano destra lavandola a tre fonti diverse per tre volte, e poi adoperare un ramo di quercia; operazioni da effettuarsi in abiti di lino bianco.Nella storia In cucina si affermò a partire dal XV secolo e, più tardi, assunse particolare importanza gastronomica in qualità di ingrediente fondamentale del pesto genovese (e anche dell'analogo pistou marsigliese).
I navigatori genovesi ne esportarono la tradizione e l'uso culinario in tutto il Mediterraneo: pare che sulle navi genovesi la presenza di un certo numero di piantine di basilico fosse d'obbligo, poiché non era immaginabile rinunciare al pesto durante i mesi di viaggio.
In India il basilico è considerato pianta sacra, pertanto non utilizzato in cucina.

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