CORIANDOLO
Coriandrum sativum
Famiglia: Apiaceae
Descrizione: erbacea annuale
Fusto: eretto, cilindrico, ramificato
Foglie: basali lobate e frastagliate; superiori ancor più finemente cesellate
Fiori:  bianchi, raccolti a ombrelle
Impianto: semina in primavera se si desidera il seme; impianto in primavera-estate
Distanza piante: 15 cm.
Fioritura: estate
Esposizione: sole
Terreno: nessuna particolare esigenza, ma sempre ben drenato
Annaffiature: limitate
Concimazione: con concime specifico per aromatiche
Potatura: non tagliare più di un terzo delle foglie per volta, per evitare di indebolire la pianta
Manutenzione: facile
Sta bene in: vaso, piena terra
Sta bene con: cavoli, cetrioli, barbabietole, patate e pomodori
Raccolta: le foglie si raccolgono da quando spuntano all’inizio della fioritura; quando le ombrelle diventano marroni si possono raccogliere i frutti (semi)

PROPRIETÀ
Il coriandolo è un vegetale povero di calorie, ricco di oli essenziali, antiossidanti, vitamine, fibre e non contiene colesterolo. Inoltre è anche ricco di minerali come ferro, manganese e fosforo.
IN CUCINA
Del coriandolo sono utilizzate sia le foglie, più piccanti e apprezzate soprattutto in Oriente (per questo è conosciuto anche come prezzemolo cinese), che i frutti, granelli simili al pepe, gialli e dal sapore dolciastro che ricorda i limoni.
Le foglie basali della pianta, dentate, hanno gusto simile a quello del prezzemolo (“prezzemolo cinese”) con un aroma amarognolo e leggermente pungente; le foglie apicali sono filamentose come quelle del finocchio.
Si aggiungono alle insalate o si usano per guarnire i piatti, ma si abbinano bene anche con carni, pesce grigliato, formaggi, riso, cetriolini, salsicce e stufati.
E’ usato anche nei dolci della cucina americana come pancakes e torta di mele.
I semi si abbinano con cavoli, crauti, legumi, pesce, agnello, maiale grasso, granchi, crostacei e mele al forno, profumano funghi e verdure sott'aceto.
Spesso vengono aggiunti alle conserve in salamoia. soprattutto in Nord Europa.
Sono presenti nello spettro aromatico del Gin, del Ratafià, del Vermouth e della Chartreuse.
Il loro profumo si ritrova spesso in preparazioni di salumeria del meridione d’Italia.
 IN ERBORISTERIA
Il coriandolo è carminativo, antispasmodico e stomachico, è quindi un buon rimedio naturale contro coliche addominali, difficoltà digestive e gonfiore.
Il suo effetto stimolante attenua il senso di fatica, combatte l'inappetenza e lo rende un buon tonico per l'attività cerebrale e per il sistema nervoso; il coriandolo ha, inoltre, un effetto fungicida e antibatterico.
Con il coriandolo si può preparare un infuso digestivo, efficace e dal sapore aromatico: basterà mettere 2 grammi di semi di coriandolo in 100ml di acqua bollente per qualche minuto. Un paio di cucchiai dopo i pasti saranno sufficienti per favorire la digestione e l'eliminazione dei gas intestinali.

IL CORIANDOLO: L'AFRODISIACO DE "LE MILLE E UNA NOTTE"
Si suppone che il coriandolo sia originario del Medio Oriente o forse del nord Africa, da dove si sarebbe diffusa, sfuggendo alla coltivazione, in tutto il bacino del Mediterraneo, in Asia ed anche in America.
Frutti di coriandolo sono stati trovati nelle tombe dei faraoni egizi, presso i quali godeva grande considerazione.
Il nome sembrerebbe derivare dal greco “corys”, ovvero cimice, e da “ander”, ossia somigliante. Questo nome fu descritto per la prima volta da Plinio, per sottolineare l’odore tipico dei frutti spremuti o dallo sfregamento delle foglie.
In epoca rinascimentale i frutti di coriandolo venivano rivestiti con dello zucchero colorato ottenendo in questo modo dei piccoli confetti variopinti. E' da questa tradizione che derivano i coriandoli di carta usati a carnevale.
Ne “Le mille e una notte” il coriandolo è citato come pianta afrodisiaca poiché il succo delle parti verdi provoca uno stato di ebrezza simile a quello provocato dal vino.
Inevitabile ricordare anche che proprio a questa pianta risale il nome dei pezzetti di carta colorata che per tradizione si lanciano a Carnevale: nel XV secolo, durante i festeggiamenti, si lanciavano confetti che spesso consistevano in semi di coriandolo glassati e anche se nel tempo questi dolcetti di zucchero si sono trasformati fino a diventare i dischetti di carta, hanno mantenuto il nome della pianta da cui provenivano in origine.

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