BOSSO 
 
Famiglia: Buxaceae
Descrizione: arbusto o piccolo albero sempreverde, a crescita lenta e molto longevo
Altezza massima:  Fino a 3 metri
Foglie: strette, ellittiche lucide verde scuro che possono diventare bronzo in inverno
Fiori:  verde-crema, in grappoli terminali, poco appariscenti
Fioritura: aprile-maggio
Esposizione: pieno sole o mezz’ombra
Terreno: fresco, di media umidità, ben drenato, con ph leggermente acido
Temperatura: sopporta bene il freddo fino a -17°C
Annaffiature:  non necessarie, se non in periodi particolarmente siccitosi
Concimazione:  interrare ai piedi della pianta una piccola quantità di concime organico in autunno e a fine inverno
Potatura: in primavera, dopo le ultime gelate;
necessaria per migliorare la circolazione dell’aria e mantenere la salubrità della pianta
Sta bene in: vaso, siepi e bordure

Pianta di antichissime origini, in Grecia era sacro alla dea madre Cibele e ad Ade, dio degli inferi e protettore dei sempreverdi in quanto emblemi della vita che continua nelle tenebre invernali.
La capacità di autofecondarsi con discrezione (la pianta è unisessuale) ne fece un emblema di castità, mentre il suo legno duro e compatto simboleggiava fermezza, perseveranza, solidità e stoicismo, caratteri peraltro ampiamente dimostrati anche nella sua adattabilità alle condizioni colturali: il bosso non teme infatti né il caldo né il freddo, ama il sole ma può vivere all’ombra.
Nell’antichità il legno pregiato e pesantissimo aveva diversi utilizzi, tra cui la produzione di oggetti comuni, ma era anche usato come arbusto o alberello ornamentale già presso i romani, che furono tra i primi a sagomarlo in forme topiarie a colonna, piramide, sfera e sagome di animali. Era anche molto diffuso fin dall’antichità in Cina e Giappone, da cui provengono numerose specie.
Nei secoli successivi il bosso rimase una presenza abituale anche in prossimità delle comuni abitazioni, perché la superstizione popolare gli attribuiva il potere di allontanare gli spiriti maligni.

In natura esistono più di 50 varietà di bosso, di origine europea e asiatica, oltre a numerose specie nane.
Le principali caratteristiche per le quali questa pianta sempreverde è sempre molto apprezzata e diffusa, sia per la coltivazione in vaso sia per la formazione di siepi, sono la compattezza e la lentezza della crescita. Peculiarità che permettono al bosso di mantenere a lungo la forma data con potature geometriche, sia per delineare bordure e siepi, sia per assumere le più varie forme suggerite dall’arte troparia.
Tra le numerose varietà, quelle maggiormente usate per le siepi e le bordure sono la Buxus sempervirens suffricola o Buxus pumicola (varietà nana) e la Buxus rotundifolia (ad alberello).
Per la decorazione di giardini e appartamenti si possono, invece, usare la varietà buxus arborescens e la buxus aureo variegata, rispettivamente con portamento ad alberello e con foglie gialle.

E' una pianta resistentissima che può vivere anche numerosi secoli, il bosso può essere occasionalmente colpito dagli afidi e dalla cocciniglia. Più frequentemente, però, le foglie vengono rovinate dal un insetto chiamato cecidomia, che deposita le uova sulle foglie giovani, così che le neonate larve si cibano delle foglie, causando seri danni alle piante. Negli ultimi anni si è anche diffuso un parassita sconosciuto fino a poco tempo fa, la piralide del bosso (Cydalima perspectalis), introdotta accidentalmente nel 2006 dalla Cina. Le larve di questo insetto si nutrono delle foglie, della corteccia e dei rametti della pianta e possono provocare in poco tempo un vasto disseccamento di foglie e rami. Ai primi accenni di affezione è necessario intervenire con prodotti specifici (piretroidi). Se la pianta è posta in una zona troppo ombrosa (o è troppo compatta) può essere vittima della cocciniglia, contro la quale si può far ricorso ad altri prodotti di difesa.

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