Cura delle piante

I terrarium: ecosistemi in bottiglia!

La possibilità di osservare la natura sotto la lente d’ingrandimento è uno dei motori che da sempre spinge l’uomo a confrontarsi con eventi naturali e situazioni avverse; tuttavia, non sempre è necessario spingersi verso l’ignoto per scoprire nuovi ecosistemi. In quest’ottica, non solo gli scienziati possono osservare lo sviluppo di un determinato ambiente, ma anche le persone comuni. E la parte più affascinante è che non dobbiamo nemmeno spostarci dal nostro salotto. Com’è possibile tutto ciò? Grazie ai terrari.

INDICE DEGLI ARGOMENTI

  • Cosa sono i terrari
  • I terrari sigillati
  • I terrari aperti
  • Come prendersene cura
  • Il necessario per costruirti il tuo terrario

COSA SONO I TERRARI

L’aspetto più coinvolgente che affascina moltissimi appassionati concerne la totale libertà di scelta che la costruzione di un terrario offre, dato che siamo noi stessi a scegliere cosa inserirvi. Infatti, un terrario è una composizione personalizzata di piante, fiori e oggettistica incapsulata in piccoli ambienti chiusi. Pensateli come una mini-serra: non a caso i contenitori per terrari sono tipicamente costruiti con materiali trasparenti, come il vetro o la plastica, in maniera tale da permettere alla luce e al calore di raggiungere le piante. Vi sono due tipologie di terrari: sigillati e aperti. Mentre i terrari sigillati prevedono la presenza di un coperchio rimovibile per accedere all’interno, i terrari aperti sono realizzati in contenitori che espongono l’interno all’aria.

I TERRARI SIGILLATI

Il funzionamento di un terrario sigillato ricalca in miniatura il ciclo vitale naturale. Le piante all’interno di un terrario chiuso avranno tutto ciò di cui hanno bisogno per prosperare, dato che è il suolo a fornire le sostanze nutritive. Quest’ultime sono costantemente riciclate, poiché le piante crescono, prendendo i nutrienti dal suolo, e poi muoiono, restituendoli al suolo. Per quanto riguarda l’acqua, sia le piante che il terreno nel terrario rilasciano umidità e vapore acqueo, che si condensa contro le pareti del terrario e ricade nel terreno per essere usato di nuovo; di nuovo, un ciclo dell’acqua in miniatura. L’unico fattore che non si può ricreare è la luce ed è importante sottolineare che i terrari necessitano di luce solare indiretta; difatti, la luce solare diretta è nociva, poiché le pareti di vetro ingrandiscono la luce e intrappolano troppo calore, causando alterazioni di temperatura e bruciature alle foglie. Un terrario sigillato, se nel lungo periodo è di più facile manutenzione, nel breve periodo richiede molte cure, poiché il raggiungimento dell’equilibrio nel sistema non è immediato.

I TERRARI APERTI

I terrari aperti sono molto popolari per molte buone ragioni. Innanzitutto, rappresentano la soluzione migliore per approcciarsi a questo affascinante mondo nella maniera più semplice e al contempo divertente, dato che si matura l’intera esperienza di piantare e costruire un terrario senza però avere a che fare con molti dei fattori che possono facilmente causarne il decadimento. Inoltre, i terrari aperti sono più versatili in termini di arredamento e si adattano meglio ad accogliere, ad esempio, piante in postazioni aeree sospese. Sono spesso più ornamentali che orticoli, ma hanno molti vantaggi diretti: garantiscono un migliore flusso d’aria per le piante, non presentano alcun problema di condensa, sono caratterizzati da un minor rischio di muffa e marciume e assicurano maggiori possibilità di successo. Per riassumere, ciò che si si perde in utilità si guadagna in semplicità.

COME PRENDERSENE CURA

La manutenzione del nostro terrario è molto limitata ed è ridotta, in buona parte, alle prime settimane successive alla sua realizzazione. Controlliamo spesso il livello dell’acqua: se è troppo scarso ce ne accorgeremo dal colore sbiadito del terriccio e basterà aggiungere acqua con il vaporizzatore. Al contrario, indicatori di eccesso saranno sia accumuli nel pietrisco sia appannamenti eccessivi delle pareti; per porvi rimedio basterà lasciare aperto il tappo o il coperchio, cosicché l’acqua in eccesso possa evaporare all’esterno del contenitore. Teniamo conto anche di un altro aspetto: il fogliame tenderà a crescere sempre e comunque nella direzione di maggiore luce. Per garantire una crescita uniforme delle piante si consiglia quindi di ruotare il vaso di un quarto di giro circa ogni due-tre settimane. Sebbene sia un ambiente chiuso, le piante continueranno a crescere, ad appoggiarsi alle pareti ed in ultima tenderanno a marcire; prestiamo attenzione che ciò non accada, intervenendo appena possibile con forbici o cutter di precisione.

IL NECESSARIO PER COSTRUIRTI IL TUO TERRARIO

Contenitore: qualunque forma e dimensione può andare bene, da vecchie damigiane ai contenitori di marmellata, a patto che sia di vetro trasparente; a meno che non siate appassionati di miniature, per questioni pratiche sarà più semplice lavorare in contenitori più grandi.

Piante: dato che l’umidità presente all’interno del contenitore sarà quasi sempre abbastanza elevata, a patto di non voler creare un terrario arido, si consiglia di optare per piante a crescita ridotta, adatte quindi a svilupparsi in ambienti ristretti e tropicali; degli esempi ideali potrebbero essere la Fittonia, la Peperomia e sicuramente il muschio.

Pietrisco: posto sul fondo del contenitore, questo strato aiuterà l’acqua del terrario ad accumularsi lontano dal terriccio, evitando che le radici delle piante restino a contatto con acqua stagnante. Inoltre, nel caso di terrari sigillati, permetterà all’acqua di compiere il suo ciclo: dallo stato liquido raggiungerà quello gassoso tramite evaporazione, per poi condensarsi sulle pareti interne e infine ritornare nel sub-strato tramite precipitazione.

Carbone: utilizziamo carbone attivo o braci da caminetto (ovviamente fredde!) per filtrare l’acqua ogni qual volta completi il suo ciclo, ma evitiamo le classiche formelle da barbecue, dato che contengono componenti chimici indesiderati.

Terriccio: è meglio optare per prodotti di qualità ed evitiamo di utilizzare terra proveniente dai nostri giardini, dato che potrebbe significare introdurre anche forme di vita animali ed insetti.

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